Liberidiresistere

per non dimenticare

Comunicazione incontro del 16 gennaio 2009

Cari amici,
in attesa di ritrovarci venerdì 16 gennaio 2009 alle 20.45 presso i locali della Biblioteca civica di Canale, vi inviamo l’ordine del giorno della serata:
 
Visione di un documentario sulla Resistenza
Aggiornamento sulla visita di Paolo ed Emanuele ad Istoreto (Istituto Storico della Resistenza di Torino)
Definizione delle attività di promozione per le iniziative calendarizzate sino a giugno (volantino e sua distribuzione…)
Rinnovo della quota associativa per l’annualità 2009
 
Si prega di segnalare la presenza o l’eventuale indisponibilità
 
 
Un saluto
 
Beppe, Tiziana, Paolo, Luca

gennaio 14, 2009 Posted by | odg incontri | , | Lascia un commento

Istoreto

Istituto Storico della Resistenza di Torino.

Paolo ed Emanuele si sono recati in visita all’Istituto: eccone un resoconto preliminare in attesa del racconto di venerdì.

Il museo è molto bello, denso, con tanto materiale… Il posto è la vecchia sede della Gazzetta del Popolo, mattoni a vista e luci soffuse. L’ingresso è gratuito, si gira senza guida, ma con un paio di cuffie che, quando entri nel raggio d’azione dei filmati proiettati, ti fanno sentire l’audio. Un paio di filmati di 5 minuti sono all’ingresso: quotidianità ai tempi del fascismo e stampa clandestina…Poi si entra nella sala principale. Un grande tavolo al centro con una rete tipo mappa della metropolitana con, al posto delle stazioni, vari posti di Torino: Mirafiori, piazza Castello, sinagoga, teatro, chiese varie..tocccando la porzione di tavolo interessata viene proiettato sul tavolo un piccolo filmatino. Le proiezioni sono più o meno una quarantina sempre su questo tavolo su resistenza e vita durante la guerra a Torino e provincia. Poi si scende, accompagnati, nel rifugio antibombe del palazzo ,12 metri sottoterra e da lì sotto si sentono testimonianze e racconti sui bombardamenti a Torino. Ultima sala, sempre interattiva sul dopo guerra e in particolare su Costituzione e diritti dell’uomo.  La descrizione non  rende l’ambiente ricreato e la qualità del tutto. Ti ho scritto questi dettagli perchè così sai a grandi linee gli argomenti e le tematiche, è da vedere la qualità dei filmati, ma soprattutto la cornice dentro cui è racchiuso il tutto. La parte interattiva è fatta veramente bene e non è banale soprattutto nella grafica.Noi, vedendo quasi tutti i filmati ci abbiamo messo due ore e mezza… vviamente eravamo solo noi due e non ci ostacolavamo, un gruppo di 15 persone, tutti insieme, secondo me è troppo. Sarebbe meglio dividersi in due parti… Comunque ci si vedrà al massimo il 16 e vi racconteremo meglio il tutto.

 

gennaio 14, 2009 Posted by | news | , , | Lascia un commento

La XXIII Brigata Canale

partigiani-23a-brigata-canale-bassar-023a cura di Paolo Pasquero, consegnato al gruppo in data 19 gennaio 2008

 

 

Nella seconda metà del settembre 1943, vedendo l’andamento della situazione e del caos drammatico in cui stava precipitando la nostra povera Italia, Ferrero Antonio, benché non più tanto giovane ma pieno di tanto entusiasmo e consapevole delle proprie responsabilità, con la collaborazione dei fedelissimi amici Toso Antonio “Nino”, Toso Giuseppe “Pepe”, dottor Cesare Denoyè e Grillone Carlo, iniziò una scrupolosa indagine per cercare di trovare degli uomini su cui poggiare le basi del futuro gruppo di Patrioti antifascisti.

Questi uomini li cercò tra i noti antifascisti, tra gli ex militari sbandati dopo l’8 settem­bre ’43 e tra i giovani di leva. Tra questi è doveroso ricordare i primi che risposero a questo patriottico appello: Faccenda Leone e i figli Nino ed Enzo, i fratelli Antonio e Battista Ne­gro, i fratelli Luigi e Bartolomeo Costa, i fratelli Carlo e Antonio Tarditi, i fratelli Luigi e Bartolorneo Ternavasio, Sacco Vincenzo, Mulasso Costanzo, Cordero Francesco, Marchisio Giuseppe, Do Luigi, Pasquero Francesco, Baravalle Donato, Marolo Secondo, Raimondo Rino e, naturalmente, i soprannominati Fondatori.

Il gruppo viene posto sotto la direzione di Toso Giuseppe, coadiuvato da Grillone Carlo e Faccenda Nino; per il collegamento con gli Alleati e con il Comando Mauri si assume la re­sponsabilità Ferrero Antonio, il quale, essendo più anziano, può spostarsi ancora per qualche tempo, finché non verrà riconosciuto e quindi dovrà vivere pure lui alla macchia.

Per le armi, le prime vengono acquistate dal Ferrero presso soldati sbandati della IV^ Ar­mata, le altre verranno acquisite tramite assalti a caserme di carabinieri prima, poi ai posti di blocco come preda bellica, ed infine attraverso i lanci effettuati nelle nostre zone dall’aviazione alleata.

La situazione viene presentata ed impostata sotto forme di stato d’emergenza, con il preciso scopo di liberare l’italico suolo dall’invasore tedesco e dai suoi accoliti fascisti, con meta finale il ritorno della sospirata Libertà.

Tutto questo in perfetta coordinazione con il C.L.N. locale, che a sua volta opererà in collaborazione con il CLN regionale, il quale riceve le direttive dal Governo legittimamente costituito.

Sul principio a questo gruppetto viene posto il nome di “Gruppo di Canale”; poi, verso l’estate, aumentando la sua consistenza numerica, assume il leggendario nome di “BRIGATA CANALE”, poi “23”’, nell’ordinamento della 6″Divisione Asti.

La 23′ Brigata “Canale”, in diverse occasioni, collaborò in perfetta armonia, da pari a pari, con le Brigate comandate da Gino Cattaneo e quando questi passò alle Formazioni Mat-teotti, la 23’Brigata Canale restò con gli “Autonomi” di Mauri.

Nel luglio ’44 si unirono a far parte della 23″ Brigata “Canale” tre gruppi di una consi­derevole importanza: Gruppo di Vezza, Gruppo di S.Stefano Roero, Gruppo di Magliano Alfieri.

Con questo apporto la 23″ Brigata assunse una notevole importanza per tre motivi fonda­mentali: .1° – Consistenza numerica, con oltre 100 uomini; 2° – Strategica posizione geografica per la vicinanza di Alba, Bra, Asti e Torino; 3° – per la composizione degli uomini, dotati di alto senso di responsabilità, di provato coraggio e capaci delle più ardite imprese nella guerriglia partigiana.

Al comando della 23″ Brigata si succedettero, per diversi fattori di emergenza: Toso Giuseppe, Faccenda Nino, Tarditi Carlo e Cordero Francesco “Ceka”, con la collaborazione di uomini dotati di grandi capacità quali Grillone Carlo, Tarditi Carlo e Locatelli Luigi, nelle funzioni di vice comandanti della Brigata stessa.

I Comandanti dei tre Gruppi sopra citati furono nell’ordine: Gruppo di Vezza, Sola
Cesare; Gruppo di S. Stefano Roero, Locatelli Luigi “Dante”; Gruppo di Magliano Alfieri Scanalino Giuseppe.

I       capisquadra della 23^’ Brigata furono: Abbà Clemente, Negro Battista, Marolo Secondo
Boero Sebastiano, Sola Quintilio, Luino Giacomo “Barbanera” e Giaccone Lorenzo.                     ;

Appena il Gruppo di Canale uscì allo scoperto – siamo nel maggio 1944 – andò ad attendarsi nella zona di Montà in località “Piloni” sulle colline di San Giacomo; ai primi di luglio passò in località “Saretto”, frazione di Montà; poi, verso la fine del mese, si spostò sui confini tra i Comuni di Montà e Canale, e precisamente in una stretta valle denominata “Castagnoni”. Alla fine di luglio, in conseguenza di duri rastrellamenti, il gruppo si suddivise in piccoli nuclei di due/tre uomini, dirigendosi in varie località e unendosi con gruppi diversi, ma sempre uniti da precisi collegamenti tenuti dalle staffette partigiane che tanto hanno fatto in quei terribili periodi della lotta partigiana.

A metà agosto si ritorna alla chetichella ai Castagnoni e, dopo pochi giorni, si passa sull’alta collina di Rocca Tagliata (Canale), una posizione molto favorevole data la sua alta quota e dalla quale si domina Cisterna, la strada comunale Cisterna-Canale e la valle stessa verso Canale.

A settembre la Brigata, ormai al completo delle sue forze, compie uno spostamento
massiccio oltre Tanaro e precisamente a Barbaresco. Questa fu una manovra in previsione
della prossima liberazione e occupazione di Alba.

Dal 10 ottobre al 2 novembre ’44 la Brigata è accampata ad Alba, salvo un piccolo gruppo
lasciato a Tre Stelle ed Altavilla per il funzionamento dei collegamenti telefonici e funzioni di avanguardia.

A novembre, dopo la perdita di Alba, si va a Mango ed a S. Donato del Mango. Alla fine di novembre i nazifascisti intensificarono i loro terribili rastrellamenti con imponenti mezzi ed infliggendo gravissime perdite alle forze della resistenza ed alla inerme popolazione locale.

II fronte alleato è ancora troppo lontano e gli alleati, per mezzo dei propri emissari, ci  ordinano di scioglierci e aspettare la primavera. Gli uomini della 23^ Brigata non si danno per vinti; qualcuno rientra alle proprie case, ma il grosso rimane compatto e, dopo diverse peripezie, a gennaio, si accampa alla frazione Buso di Monteu Roero.

A febbraio ci spostiamo alla Frazione Madonna delle Grazie (S. Stefano R.) e nelle scuole stesse di S.Stefano Roero.

Dopo il combattimento dell’8 marzo 1945 si parte in piena notte e, formando una lunga colonna, andiamo alla frazione Tucci di Montà; dopo alcuni giorni ci spostiamo a San Martino di Govone; ritorniamo alla fine di marzo a S.Stefano Roero, poi, verso la metà di aprile, a Cisterna.

Alla fine di aprile si parte per Torino, dove rimaniamo fino a metà maggio per poi tornare a Canale, dove versiamo le nostre armi.

Le azioni principali effettuate dalla 23″Brigata “Canale” furono le seguenti:

16 aprile ’44: dietro un vile tranello operato da reparti fascisti di Asti nella caserma dei carabinieri di Canale, con una pronta reazione furono limitati .i danni portando le nostre perdite ad un morto e 5 prigionieri ;

II 12giugno ’44 assalto alla caserma dei carabinieri di S.Damiano d’Asti occupata da fascisti con bottino di armi;

13 giugno ’44: presa del posto di blocco di Villafranca d’Asti. Disarmati gli uomini, essendo i sopraggiunti i tedeschi su due automezzi, li respingiamo infliggendo gravi perdite. Bottino di armi e tre tedeschi prigionieri e due automezzi recuperati;

20 giugno ’44: imboscata ai tedeschi mentre effettuano un rastrellamento nella zona di Sommariva Perno; si sostiene un duro combattimento fino ad esaurimento delle munizioni, poi ci si sgancia dopo aver inflitto gravi perdite ai tedeschi;

6 agosto ’44: scontro di una nostra pattuglia nel centro di Canale. Dato l’impari rapporto di Forze, perdita di due dei nostri migliori uomini;

Settembre ’44: i fascisti dislocati a Canale vennero attaccati continuamente con improvvisi assalti, impedendo loro di muoversi per effettuare i previsti rastrellamenti; infine, con un’a­zione eroica e l’uso di un mortaio manovrato con mezzi di fortuna, venivano inflitte gravis­sime perdite, nella persona del Comandante e di vari Ufficiali del battaglione “Monterosa”;

10  ottobre ’44: apoteosi della resistenza langarola, l’occupazione di Alba. La Brigata “Canale” fu una delle prime ad entrare in Città; alla sua perdita ne uscì tra le ultime, dopo aver opposto dura resistenza;

24 dicembre ’44: dietro meschina delazione di un certo Bertorello, che accompagnò i fascisti in piena notte, fino al Bricco delle Anime (Canale), viene arrestato un nostro caposaldo. Perdite nostre: tre uomini barbaramente uccisi e due prigionieri catturati;

6 febbraio 1945: attacco contro forze fasciste a Sommariva Bosco con intenzione di ricuperare armi. Sopraggiungono rinforzi e quindi si deve ripiegare sganciandosi e lasciando sul terreno un morto e due prigionieri;

11  febbraio ’45: sulla strada Montà-Torino viene attaccata una colonna fascista, infliggendole gravi perdite in uomini e materiale;

6/7 marzo ’45: in occasione del macabro rastrellamento operato da ingenti forze fasciste nella zona di Cisterna, la 23″Brigata attaccava ripetutamente in Canale il nemico con il preciso scopo di tenere impegnati i suoi uomini;

8 marzo ’45: la colonna fascista, composta da oltre 400 uomini, mentre rientrava a Torino, viene attaccata dalla Brigata Canale in località Carretta di S.Stefano Roero.

La Brigata Canale ha in quel momento appena trenta uomini disponibili, ma questi, incuranti del pericolo, si lanciano all’attacco come leoni e scrivono in quell’occasione la più fulgida pagina della resistenza albese, meritandosi l’elogio di tutte le formazioni partigiane e l’encomio dello stesso Comandante della colonna fascista recatosi a parlamentare dopo lo scontro subito.

Nostre perdite: due morti.

Perdite avversarie: 69 morti e 10 prigionieri; 5 autocarri distrutti e un carro armato -autoblindo
4 mitraglie pesanti, 3 mitragliatrici leggere Breda, 100 moschetti, 12 mitra, 25 pistole e molte
munizioni catturate. Inoltre tanti viveri, che i fascisti avevano razziato nelle case;

24 aprile ’45: Liberazione di Canale e dei Comuni limitrofi;

25aprile ’45: Partecipazione alla liberazione di Asti;

26 aprile ’45: Durissimo scontro sostenuto contro la guarnigione tedesca di Villastellone
durato tutto il giorno fino alla resa incondizionata dei tedeschi che, fatti prigionieri, vennero
portati a Canale (80 uomini) e ingenti quantitativi di armi; materiale e viveri distribuiti alla
popolazione affamata;

27 aprile ’45: .Partecipazione alla Liberazione di Torino, dove il nostro apporto fu ancora molte valido.

 

La 23^ Brigata “Canale” ha avuto: partigiani caduti l6; partigiani feriti 13; partigiani
combattenti riconosciuti 103; patrioti 53; benemeriti 18.

N.B.: La soprariportata “cronistoria” è stata redatta da Paolo Pasquero per conto dell’Associazione Partigiana di CANALE “Tonio Ferrero”, in collaborazione con tutti i partigiani della Brigata appositamente convocati il 3 settembre 1977 e sentiti attraverso un idoneo questionario sui vari problemi sollevati dalla “cronistoria”.

 

gennaio 14, 2009 Posted by | news | , , , | Lascia un commento