Liberidiresistere

per non dimenticare

Bosworth a Villanova d’Asti

 Nell’ambito delle manifestazioni per il 64° anniversario della Liberazione il Comune di Villanova d’Asti ha il piacere di ospitare un evento di particolare interesse e importanza, sia per quanto riguarda la conoscenza della nostra storia recente, sia per quanto riguarda la crescita civile della comunità:

 

copia-di-villanova

 

 

 Martedì  5  maggio  2009 ore 21.00 Chiesa  dell’Annunziata  di  Villanova  d’Asti

  

Il Professor Bosworth è uno dei massimi studiosi inglesi del fascismo italiano. Due suoi saggi storici recenti sono stati tradotti in italiano da Mondadori; si tratta di:  Mussolini  (una biografia del dittatore), e de L’Italia di Mussolini (un’indagine capillare sulla società civile italiana dal 1915 al 1945). Il professor Bosworth è in Italia nella prima settimana di maggio per presentare il suo ultimo lavoro presso il Collegio Ghislieri di Pavia. L’intervento a Villanova è stato proposto da John Meddemmen, docente dell’Università degli Studi di Pavia, noto studioso dello scrittore Beppe Fenoglio e appassionato conoscitore del nostro territorio: gli studi più recenti, infatti, stanno evidenziando un legame profondo, non molto conosciuto in passato, fra lo scrittore di Alba e l’Astigiano, sia negli ultimi mesi della Resistenza, sia nel Dopoguerra. Nella serata del 5 maggio, partendo dall’analisi di Richard Bosworth su che cosa fu la società civile italiana sotto il fascismo, si cercherà  di affrontare l’aspetto del maturare dell’antifascismo nelle nostre zone: antifascismo di cui Fenoglio fu esponente di spicco ed eccezionale interprete nei suoi scritti e romanzi.     

aprile 27, 2009 - Posted by | news | , , , , , , ,

1 commento »

  1. Sabato scorso Giulia Carpignano mi ha chiesto di provare a realizzare un volantino per promuovere la serata in questione. A notte tarda ho partorito quello che vedete. Non è ancora stato approvato e inviato. L’ho comunque voluto inserire per un vostro eventuale commento. Di seguito le motivazioni da cui sono partito.

    Questa idea, fuoriuscita di getto a causa delle contingenze dettate dal tempo ostile e tiranno, mi pare una provocazione che, se mai messa in circolo, certamente non passerebbe inosservata tra le nostre genti.
    Un duce senza divisa, pur sempre un duce, le cui gesta, a dir poco complesse, ci verranno raccontate da uno storico. Un duce in primo piano, non più raffigurato sulle nostre case per magnificare, ma incollato in uno spazio di democratica affissione, per non dimenticare.
    Un’occasione per noi, convinti antifascisti, di riflessione, magari con insolite prospettive, a partire da quella, credo unica, di Beppe Fenoglio.
    Un’occasione per i sempre più espliciti simpatizzanti del dispotico regime, ma soprattutto per chi ha dimenticato con il tempo e oggi gli strizza l’occhio, di fermarsi per un attimo e magari fare a noi inaspettato omaggio di presenza.
    La foto riprende simmetricamente un’immagine simile, seppur più cupa, presente sulla copertina di un libro dell’ospite della serata.

    Commento di Luca Sibona | aprile 28, 2009 | Rispondi


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