Liberidiresistere

per non dimenticare

MASSIMO OTTOLENGHI AD ALBA

ECCO I FILES RELATIVI ALL’INCONTRO:

parte 1 – “Le leggi razziali, la Shoah e i nostri tempi”
http://blip.tv/file/4700207
parte 2 – ” rinnegare e contabilizzare la razza”
http://blip.tv/file/4707895

parte 3 – “sulla possibilità di ritornare ad una dittatura”
http://blip.tv/file/4708897
parte 4- “Sulla Parata imperiale con Hitler e il clima di quei giorni”
http://blip.tv/file/4708990
parte 5- “Sul processo al primo Comitato di Liberazione Nazionale. “
http://blip.tv/file/4709139
parte 6- “il ministro della guerra Soleri (di Cuneo), il Re e il decreto sullo stato di assedio che poteva evitare la Marcia su Roma”
http://blip.tv/file/4709678
parte 7 – “I giovani, la resistenza passiva, Internet e le escort.”
http://blip.tv/file/4712259
parte 8 – “Hitler, Mussolini e la Costituzione”
http://blip.tv/file/4712409
a questo indirizzo trovate tutte le parti insieme (da scegliere)
http://associazionefrancocasetta.blip.tv/posts?view=archive&nsfw=dc

Massimo Ottolenghi racconta la sua vita negli anni delle leggi razziali
Sabato 29 gennaio ore 10 al Palazzo Mostre e Congressi di Alba

Una delle iniziative organizzate ad Alba in occasione del Giorno della
Memoria è l’incontro di sabato 29 gennaio, alle ore 10, a Palazzo Mostre e
Congressi
, sul tema delle leggi razziali e della persecuzione degli ebrei.

Ospite, con la sua preziosa testimonianza, l’avvocato Massimo Ottolenghi,
autore del libro: “Per un pezzo di patria – la mia vita negli anni del
fascismo e delle leggi razziali”, in cui il racconto di una vita si fonde
con la storia collettiva ed i protagonisti della lotta di liberazione
sfilano nella precisa ricostruzione di fatti, ambienti e personaggi.

L’iniziativa è del Comune d Alba, dell’A.N.P.I. Sezione di Alba, Langhe e
Roero e delle associazioni “Franco Casetta” e “Padre Giuseppe Girotti”

La presentazione sarà curata dal Sindaco di Alba Maurizio Marello e da Lorenzo Paglieri; la relazione introduttiva sarà dell’avvocato Alessandro Re.

Nel libro l’autore ricorda: “…ancora negli anni ’39 e ’40 gli ebrei, nonostante il grande vuoto che si era fatto intorno, specialmente negli
ambienti della borghesia benpensante, non volevano accettare che fosse
accaduto qualcosa di atroce e di irrimediabile. La loro fiducia era
ispirata, non solo da un’istintiva disperata rimozione del problema ma, soprattutto, dal sentirsi italiani da sempre.

Con entusiasmo e con coraggio avevano partecipato alle lotte del
Risorgimento, alla Grande Guerra, all’Unità d’Italia. E se ne sentivano
parte. Non potevano ritenersi diversi né tantomeno pensare che la propria
vita potesse essere messa in gioco da un programma di pulizia etnica…”

Massimo Ottolenghi è nato a Torino nel 1915 da famiglia mista ebrea e
cattolica, si è laureato in legge a Torino, ha prestato servizio militare in
fanteria, ha subìto con la famiglia la persecuzione razziale contro gli
ebrei, ha militato nel movimento partigiano “Giustizia e Libertà” tra Torino
e Valli di Lanzo e, nel dopoguerra, è stato per circa un anno redattore ed
amministratore del quotidiano torinese “GL” del Partito d’Azione.

Già magistrato (Pretore a Torino, Ceva e Savigliano), dal 1951 esercita la
professione di avvocato civilista.

E’ stato per molti anni Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Torino sotto la presidenza degli avvocati Parella e Fulvio Croce ed è decano degli avvocati torinesi.

gennaio 28, 2011 - Posted by | iniziative sul territorio, video | , ,

2 commenti »

  1. […] come ha ricordato bene nel suo intervento ad Alba l’avvocato Ottolenghi (https://liberidiresistere.wordpress.com/2011/01/28/massimo-ottolenghi-ad-alba/), non sono i numeri che spesso aiutano a comprendere l’entità di questa tragedia che nasce da […]

    Pingback di Cittattiva: 31 gennaio 2011 « Direzione Didattica di San Damiano d’Asti | febbraio 2, 2011 | Rispondi

  2. […] come ha ricordato bene nel suo intervento ad Alba l’avvocato Ottolenghi -https://liberidiresistere.wordpress.com/2011/01/28/massimo-ottolenghi-ad-alba/ -, non sono i numeri che spesso aiutano a comprendere l’entità di questa tragedia che nasce da […]

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